Su questo blog non se ne parla da un po', eppure io ci lavoro (quasi) tutti i giorni. Parlo del libro a cui sto lavorando, che è una biografia di Primo Levi dal 1945 al 1987. Sono lento perché lo sto disegnando in modo diverso rispetto al Diario, e spesso rifaccio tutto da capo. Però sono fiducioso! Quindi, in questo spirito di ottimismo, volevo farvi vedere un po' dei disegni che ho fatto finora.
Siccome parliamo di un fumetto, sto facendo una specie di ricerca sulle immagini nell'opera di Levi. Detta così sembra una cosa serissima, in realtà faccio quello che posso. Comunque, prima di tutto ci sono le foto. Ce ne sono molte risalenti agli anni '80, quando Levi diventò uno scrittore di fama mondiale, ma più si va indietro nel tempo meno se ne trovano. Il disegno qui sotto è Levi da giovane, preso da una foto degli anni '50. Più sotto, Levi negli anni '80.
Da qualche parte Levi spiega di aver ricominciato a disegnare quando mise le mani sul primo personal computer (un Macintosh). Di disegni fatti da lui comunque ce n'è pochissimi, però, strano a dirsi, ci sono delle specie di sculture, come la testa di gufo qui sotto. Levi le faceva con il filo di rame, lo stesso materiale per cui, nella sua vita da chimico, fabbricava vernici isolanti.
Metà chimico e metà scrittore, in alcune interviste Levi si dipingeva come un centauro. E proprio un centauro è il protagonista di uno dei tanti racconti fantastici che ha scritto. È la parte meno conosicuta della sua opera, ma è anche quella più ricca di immagini. Come il centauro-Levi qui sotto.
Poi naturalmente c'è Torino, cioè la città dove Levi è nato e vissuto, e dove anch'io sono nato e per un po' vissuto. Le ricostruzioni storiche non sono il mio forte, le trovo molto noiose, però ci provo. Qui sotto un esempio: è il treno che riporta Levi a Torino nell'ottobre del 1945, ed è anche l'inizio della storia che vorrei raccontare.






2 commenti:
Questa cosa non la sapevo, Pietro. Complimenti davvero per la scelta del personaggio al quale ti stai interessando.
I disegni che hai postato promettono un gran bene e sono davvero curioso.
Un abbraccio.
Ciao Luigi, ci vorrà ancora un po' ma prima o poi ce la farò. È un po' difficile da spiegare, ma questo libro su Levi è in realtà molto collegato a Diario di un addio, diciamo che leggere Levi mi è servito molto per fare quel libro. In ogni caso è sempre stato uno dei miei scrittori preferiti, infatti se guardi nell'archivio del blog ci sono dei disegni di qualche anno fa in cui Primo Levi già compare...
Un abbraccio anche a te!
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